Lettera del Segretario PD Forlivese Alessandro Castagnoli

Lettera del Segretario PD Forlivese Alessandro Castagnoli del 5 agosto 2008 per aprire un tavolo con le altre Segreterie PD delle province romagnole sui temi politici di Area Vasta Romagna.

 

 

 

 

IL TRIANGOLO ROMAGNOLO: “aeroporto di forlì, porto di Ravenna, autoporto di cesena e fiera di Rimini, devono diventare i porti della conoscenza romagnola nel mondo”.

 

 

Il territorio romagnolo è al centro della globalizzazione: i 40milioni di turisti annui della costa romagnola devono diventare sinergia con le infrastrutture – porti  del triangolo romagnolo.

 

 

E’ una vocazione naturale per il territorio romagnolo stare al centro della competizione globale perché nell’attrazione di grandi investimenti sono favoriti i territori e le regioni localizzati in prossimita’ dei porti.

 

La posizione di priviliegio diviene grande opportunita’ quando al porto possono essere affiancate piattaforme  logistiche terra-aria: aeroporti, interporti, distripark messi a sistema da reti ferroviarie e stradali ed aeroporti.

 

 

Il posizionamento internazionale della Regione Emilia Romagna e del triangolo Forli’-Cesena-Ravenna, allargato ai poli territoriali di Rimini, Faenza e Lugo, non puo’ pertanto prescindere dall’aggancio, del sistema romagnolo ai corridoi europei e ai nodi strategici delle reti transnazionali.

 

 

La più significativa perdita di competitività del “sistema Romagna” risale all’inizio del millennio quando Ravenna perde, anche a favore di Bologna, un primato regionale che le derivava dall’antico stato di città capitale e risale a questo periodo l’inizio di un isolamento geografico che declasserà nei secoli la posizione della città e che ancora oggi si pone come il più pesante freno al suo sviluppo. In quel periodo la città di Ravenna risulta irrimediabilmente tagliata fuori dalle grandi vie di traffico e perciò dalle più importanti vicende storiche: con un mare che si allontanava fra le paludi e nel quale andava affermandosi sempre più il monopolio veneziano, con le idrovie superstiti controllate da Ferraresi e Veneziani e infine con la direttrice adriatica che a nord di Rimini, anziché seguire verso il fondo cieco di Ravenna, volgeva ormai lungo la pedemontana verso Bologna, per collegare centri più fiorenti e campagne popolate sul percorso della via Emilia.

 

 

Oggi il grande sogno di unire nuovamente l’oriente con l’occidente sia politicamente che culturalmente nel “triangolo romagnolo” è una scommessa da giocare perché la vocazione e le potenzialità ci sono ma vanno espresse al meglio anche sul piano politico.

 

 

Oggi il futuro di un territorio e lo sviluppo delle imprese, nelle sue diverse configurazioni, e’ determinato dalla sua capacita’ di attirare i fattori mobili della crescita: la competizione economica tra citta’ e territori diviene ogni giorno piu’ aspra, all’interno e all’esterno dei confini nazionali.

 

 

La dichiarazione di Lisbona ha definito la competitivita’ d’una Nazione come la capacita’ di assicurare elevati livelli di occupazione, di coesione sociale e di standard di vita ai suoi abitanti.

 

All’interno di questa definizione, le politiche per le infrastrutture, il territorio, le citta’ rivestono una funzione di assoluta rilevanza: la competitivita’ come un complesso intreccio di fattori immateriali e di fattori materiali.

 

Reti di città, reti e nodi per l’accessibilita’ e la mobilita’ di persone rappresentano, in molte parti del Paese, un fattore di competitivita’ ai livelli piu’ elevati del confronto internazionale.

 

 

In particolare, occorre superare le concorrenze puntando all’alleanza tra citta’: la messa a sistema delle due province (Forli’-Cesena e Ravenna) e dei principali comuni della Romagna produce una massa critica di circa 700.000 abitanti su una popolazione a base comunale di circa 334.000 residenti.

 

 

Infatti, il primo potenziale da spendere è il numero di abitanti delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, che comprendono complessivamente 68 comuni, e contavano nel 2001 una popolazione residente pari a 979.065 abitanti, pari a circa il 25% della popolazione complessiva della Regione.

 

 

Concretamente, la massa critica residenziale va intrecciata con una rete di servizi alle imprese e ai cittadini: dalla cultura, al turismo dall’assistenza, al lavoro il tutto fondato su un diffuso sistema dei saperi e supportata da una organizzazione integrata della logistica, delle infrastrutture e della mobilita’.

 

 

Le citta’ medie, e Ravenna, Forli’ e Cesena ne costituiscono l’armatura, comprese in questi sistemi territoriali appaiono particolarmente vocate a cogliere le esternalita’ dei grandi corridoi europei e trasnazionali.

 

 

Inoltre, la geografia dell’area Forli’-Cesena-Ravenna e’ destinata nelle fasce omogenee della costa, con i suoi densi insediamenti lineari, della pianura con le tre città capoluoghi e i centri minori allineati lungo gli assi storici (via Emilia SS67 – Cervese), della collina le cui dorsali appenniniche si estendono verso il confine regionale toscano, le cui valli costituiscono sistemi di comunita’ con un’identità specifica. La struttura urbana e territoriale dell’area romagnola è caratterizzata da un sistema policentrico di città di dimensioni medio-piccole a distanza di circa 20-30 km lungo le direttrici storiche della via Emilia e della costa.

 

 

Considerate le condizioni di contesto favorevole del triangolo Romagnolo, sia per quanto riguarda la storia, l’identità, la morfologia del territorio, la popolazione residente, la popolazione del turismo e i presupposti infrastrutturali (Porto, Aeroporto, E55, Autoporto e Fiera Rimini), ora dobbiamo evitare che ci sia un po’ di anarchia nelle strategie. Il problema non e’ Forlì, Bologna o Ravenna, ma e’ il sistema regionale che sta perdendo competitività con un potenziale inespresso. ”Continuo a pensare che l’ipotesi migliore sia quella di procedere alla razionalizzazione e costituzione di uniche  societa’ di gestione per le politiche di sviluppo dell’area del triangolo romagnolo Forlì-Ravenna-Rimini.  Questa è una delle strade per trovare al nostro interno le economie di scala capaci di generare più potere ed essere più competitivi nel sistema globale”.

 

 

 

Il Segretario

 

Alessandro Castagnoli

Lettera del Segretario PD Forlivese Alessandro Castagnoliultima modifica: 2008-08-11T08:03:52+02:00da pd_foroboariofo
Reposta per primo quest’articolo